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Taylor Deupree è un sound artist, grafico e fotografo residente a Brooklyn, NY. Nel gennaio del 1997 ha fondato la 12k, etichetta specializzata in minimalismo digitale e stili contemporanei. In 9 anni di esistenza la 12k è divenuta una delle etichette di musica elettronica più rispettate al mondo.
I suoi progetti più recenti includono the Post_Piano 2 Open Remix Project, una continuazione collettiva del suo lavoro sul materiale del pianista Kenneth Kirschner, la fondazione di HAPPY, etichetta dedicata al pop giapponese non convenzionale, Term, una serie di esplorazioni minimali disponibili sonlo come dati on-line, ossia mp3 scaricabili liberamente.
Viste le lunghe risposte di Taylor (fortunatamente) ho deciso di dividere l'intervista in due parti. A seguire quindi le prime 4 domande.
[questo testo è visibile anche su blognews24]
Continua da sopra:
1] Come riesci a portare avanti così tanti progetti differenti senza perdere la concentrazione sul processo creativo?
Spesso me lo chiedo da solo. Per farla molto semplice, ho imparato a disciplinarmi e a fare diverse cose insieme nella mia vita. Sono incredibilmente occupato, su questo non c'è alcun dubbio. Prima di tutte le mie attività creative viene il fatto che ho un figlio, una vita personale ed una casa di cui occuparmi ed effettivamente non mi rimane molto tempo, ma non potrei fare altrimenti. Odio annoiarmi, ho bisogno di continuo movimento.
Per quanto riguarda l'aspetto creativo ci sono differenti livelli di tempo e complesssità nel lavoro ai miei cd. Per esempio "Every still day", il progetto che ho realizzato con Eisi, ha richiesto 6-7 mesi pieni di lavoro ed è stata una sfida molto stimolante ma ci sono dischi come "Live in Japan, 2004", con Christopher Willits, che sono registrati live e in quei casi il grosso del lavoro viene fatto in tour. In linea di massima i progetti collaborativi necessitano meno tempo perchè la mole di lavoro è condivisa. L'ultimo cd solo che ho realizzato è "January", del 2003, e l'ultimo mio lavoro pubblicato dalla 12k, "Still", risale al 2002. Il mio obbiettivo principale infatti ora è riuscire a pubblicare un nuovo disco per la 12k nel 2006. Io e la mia famiglia ci siamo appena spostati fuori città, in una casa moderna nella foresta che mi inspira moltissimo. In più è quasi un mese che non faccio musica per via di un rinnovo del mio studio ma finalmente ora è completo ed ho moltissima energia creativa in attesa di sfociare.
Dirigo le etichette in modo molto tranquillo ma nonostante questo con buoni risultati, quindi non è difficile continuare a farle muovere... e comunque la musica è vita quindi c'è sempre il desiderio ed il modo di riservarle il tempo necessario.
Non dormo molto.
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2] Dal sito della 12k:
"If there were one central word that described most of my work it would be "minimalism." [...]I believe that the single sound, color, or line, free from filler or dramatic intention delivers the strongest emotion, and this simple vision runs through everything I do".
Credi ci sia una connesione tra il desiderio di esprimersi attraverso l'essenziale e il modo iperstimolante nel quale viviamo?
Assolutamente si. Penso che molto del mio interesse per il minimalismo derivi da una reazione alla iperstimolazione della società moderna. Ho vissuto a New York per 15 anni ed è un posto che ti rende veramente agitato. E' veloce, il passo in città è incredibile. se non ti muovi velocemente vieni seppellito. Ora che viviamo in campagna sarà interessante vedere che direzione prenderà la mia musica, quale sarà il risultato di un cambiamento così drastico.
Dii solito converto la vita frenetica in quieto minimalismo. Ora che a casa sono circondato da alberi e dai quieti suoni della natura penso di riuscirmi a far influenzare dalle cose attorno a me in maniera più diretta, non avrò bisogno di rovesciare il mio ambiente per far sì che influenzi la mai musica... o forse lo farò. Forse avrò bisogno di nuovo del rumore della città e sarà questo che esprimerò in musica.
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3] Sulla relazione tra autore ed opera: come pensi il tuo ruolo di produttore di cultura e come consideri la possibilità di un accesso libero alle opere intellettuali?
Io vengo dalla mentalità che "tutta l'informazione vuole essere libera". Questo è un buon credo, anche se spesso inpraticabile. Ironicamente, io sono in una posizione fortunata perchè non ho bisogno di guadagnare con la mia musica ( a questo provvede il mio lavoro di graphic designer) il che mi rende libero di creare opere non commerciali. Allo stesso tempo credo fortemente che tutti gli artisti dovrebbero essere compensati per il tempo e la passione che mettono nel loro lavoro. Io per fare musica spendo enormi quantità di tempo ed energia mentale, senza considerare i soldi, e penso che essere pagati per quello che facciamo sia molto importante. Non sono affatto a favore del suonare live o fare dischi gratis. Ho semplicemente investito troppi anni in questo ed infatti, nonostante le piccole dimensioni della 12k, provo a far si che gli artisti della mia etichetta ricevano sempre un compenso per il loro lavoro.
Ciò nonostante, rispetto gli artisti come Kennneth Kirschner che devolvono i frutti della loro creatività alla distribuzione gratutita e alla rielaborazione. Penso sia un modo molto avanzato di approcciare l'arte, sia da un punto di vista personale che culturale.
Per quanto riguarda il valore sociale, non penso sempre alla mia musica in senso culturale, in qualche modo finisce per sembrarmi egoistico. Sicuramente, sarebbe bello se la mia musica o la musica dei miei colleghi superasse la prova del passare del tempo e trovasse un posto nella storia come qualcosa di importante, ma non abbiamo alcun controllo su questo. Solo il tempo può dirlo. Io non sto provando a fare la storia, faccio quello che faccio perchè lo amo su molti piani differenti e mi aiuta ad imparare di più su me stesso.
La mia musica in realtà non riguarda niente di specifico, viene da dentro di me e riflette per lo più la mia persona. Non scrivo canzoni su vita, amore o dolore ma non escludo che per qualcuno possa avere un significato più tangibile, che possa andare a toccare una particolare corda dell'anima.
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4] The Post_Piano 2 Open Remix Project è stato un vero successo: avete ricevuto più di cento nuove tracce create partendo dagli sketch di Kennneth Kirschner. Da questa esperienza hai ricavato un'impressione particolare sul panorama mondiale di *bedroom music-makers'?
PP2_ORP è stata una vera sorpresa per me e Ken. Innanzitutto non ci aspettavamo di ricevere 101 brani, tanti, tanto diversi tra loro e di ottima qualità. E' stato veramente duro fare una selezione. In origine dovevamo metterne online 15 ma abbiamo presto realizzato che non sarebbero stati abbastanza ed abbiamo provato con 20. L'ultimo giorno non riuscendo a decidere tra due tracce abbiamo esteso la selezione a 21. Un sacco di buon matreriale non è stata postato ma principalmente stavamo cercando di ottenere una varietà di stili. E' capitato di avere tre tracce valide ma simili stilisticamente ed in quei casi ne abbiamo scelta una sola anche se le altre erano ugualmente buone.
Un'altra cosa eccitante del progetto è stato il fatto che per la maggior parte i partecipanti fossero artisti sconosciuti. Questo mostra semplicemente l'incredibile quantità di talento che c'è là fuori, persone che hanno questra passione ma magari non sono in grado di procurarsi l'attenzione che meritano. PP2_ORP non è un progetto enorme ma speriamo che li aiuti a farsi notare. Ci aspettavamo remix da amici ed artisti della 12k il che avrebbe significato promuovere sempre le stesse persone mentre invece è stato rinfrescante ricevere una tale selezione di nuovi artisti.
[*Potrei tradurre il termine con 'musicisti da camera' ma non mi sembra renda l'idea... l'espressione 'bedroom music-makers' si riferisce alla moltitudine di persone che producono musica nella prorpia cameretta utilizzando un computer e poco più.]
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